Le Radici di casa
Presentazione del progetto
La Fondazione Casa Regina della Pace da giugno 2024 sta promuovendo un progetto residenziale per persone senza fissa dimora finanziato con bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Il progetto “Le radici di casa” ha preso avvio a giugno 2024 e si è realizzato ad Assisi, presso Casa Regina della Pace, dove ha sede il progetto residenziale di accoglienza per persone senza fissa dimora. L’obiettivo principale è stato quello di strutturare in modo stabile e continuativo la sfera operativa dell’accoglienza, attraverso la formazione di un gruppo di lavoro (per il sostegno agli ospiti) e la costituzione di un Ufficio Progetti (per le attività di raccolta fondi, di progettazione e per lo sviluppo di un approccio educativo e metodologico per le proprie attività e la sostenibilità futura delle stesse).
Nello specifico, con il progetto “Le radici di casa”, l’ente ha avuto la possibilità di investire nell’istituzione di un Ufficio Progetti, attraverso la costruzione e la formazione di uno staff operativo che oggi costituisce la base dell'organizzazione e continuerà a gestire le attività sociali. Questo progetto ha rappresentato una tappa fondamentale nella transizione da un modello prevalentemente volontaristico a una modalità di intervento più strutturata, professionale e sostenibile nel tempo.
Un primo esito è stata la creazione di una struttura operativa e di una cornice metodologica intorno all'operatività con i beneficiari. Infatti, gli interventi educativi e assistenziali della Fondazione si erano basati in passato esclusivamente sul volontariato e sulle donazioni, oppure su finanziamenti a termine. Durante questa annualità si è lavorato per garantire la stabilità del servizio offerto, la continuità dell'intervento oltre la durata del presente progetto e un punto di appoggio e riflessività duraturo, che ha permesso l'evolversi dei percorsi di crescita personale.
Strutturare gli interventi ha rappresentato un valore aggiunto che, accanto alla tradizione francescana di ospitalità cui l’ente si ispira e su cui fonda le proprie radici, ha consentito di rafforzare la capacità della Fondazione di operare in modo efficace e competente nel campo del disagio abitativo e sociale, raccogliere fondi per gestire le proprie attività, dialogare con gli attori del welfare sociale e consolidare i legami di rete già attivi.
Ambiti di lavoro
Costituzione dell’equipe operativa e dello staff dell’Ufficio Progetti (1° giugno – 31 luglio 2024):
Inserimento di figure professionali dedicate, nello specifico:
- 1 figura di direzione della progettazione: stesura progetti e coordinamento, programmazione fundraising;
- 1 figura di coordinamento educativo (gestione delle equipe operative e impostazione della cornice educativa);
- 1 psicologa (gestione dei gruppi di condivisione tra gli ospiti e colloqui di sostegno individuale). Questa figura è inserita nell'operatività della fondazione, sostenuta dall’ente attraverso le donazioni.
Attività di formazione del gruppo di lavoro (1° giugno – 30 settembre 2024):
- Avvio di un percorso di formazione interna volto alla gestione della sfera educativa e metodologica dell’accoglienza;
- Formazione dello staff dell’Ufficio Progetti tramite corsi esterni e attività interne, svolte dalla figura di direzione della progettazione, con particolare attenzione alla stesura dei progetti e al fundraising;
- Impiego del coordinamento educativo nella costruzione di strumenti metodologici condivisi rivolti allo staff operativo (regolamento, patto di accoglienza, assessment per i colloqui individuali, impostazione di percorsi di supporto all’autonomia futura).
Gestione operativa del progetto e raccolta fondi (1° settembre 2024 – 31 maggio 2025):
- Presenza quotidiana dell’operatore per supporto educativo e organizzativo e gestione delle attività dell’accoglienza;
- Responsabilizzazione e gestione condivisa delle attività quotidiane (cucina, lavanderia, orto) tra ospiti e operatori;
- Stipula e monitoraggio in itinere dei patti individualizzati ed accompagnamento dei percorsi;
- Sedute individuali e di gruppo a supporto dei percorsi di accoglienza e autonomia.
Attivazione e rafforzamento della rete territoriale con metodologia partecipata (durante tutto il progetto):
- Collaborazioni con i servizi sociali comunali, associazioni religiose e di volontariato locali;
- Sviluppo di azioni condivise con partner storici e nuovi;
- Giornate aperte alla comunità e ospitalità residenziale di gruppi giovanili (scouts e parrocchie).
Azioni realizzate
- Formazione dello staff completata per tutte le nuove figure inserite;
- Attività di stesura progetti e ricerca bandi per garantire continuità alle attività;
- Attività di fundraising, crowdfunding e formazione correlata;
- Istituzione di equipe settimanali dello staff operativo, coordinate dal coordinatore educativo;
- Incontri settimanali con gli ospiti e colloqui individuali al bisogno;
- Supporto psicologico, con sedute individuali e di gruppo;
- Momenti di confronto e informazione dedicati alla comunità.
Risultati raggiunti
- Costituzione e consolidamento dell’Ufficio Progetti, composto da project manager, progettista e psicologa;
- Sviluppo di nuove progettualità, partecipazione a bandi, miglioramento della sostenibilità economica e progettuale;
- Miglioramento delle competenze e del know-how dell’ente e dello staff operativo;
- Stabilizzazione dell’equipe di supporto agli ospiti (operatore, coordinatore educativo, psicoterapeuta);
- Introduzione di patti individualizzati e monitoraggio con supporto psicologico;
- Promozione di percorsi verso l’autonomia: quattro ospiti sono usciti positivamente dall’accoglienza, consentendo nuovi ingressi.
Piano di comunicazione
Il progetto ha incluso fin dall’inizio l’attivazione di un piano di comunicazione strutturato, pensato in modalità attiva e partecipata, con il coinvolgimento degli attori principali del progetto a diversi livelli. Tale piano ha avuto l’obiettivo di promuovere la condivisione delle attività, di rafforzare i legami con la comunità e di dare visibilità alle azioni portate avanti dalla Fondazione.
In primo luogo, gli ospiti della struttura sono stati coinvolti in maniera diretta e significativa in attività specificamente dedicate all’informazione e all’autoformazione. In questo contesto si sono svolti due incontri informativi, durante i quali sono state presentate le progettualità attive, le finalità generali e le attività della Fondazione. Lo scopo principale di questi incontri era quello di creare una base solida per la collaborazione, fondata sull’alleanza educativa, sul principio della solidarietà e sul reciproco sostegno. Inoltre, durante questi momenti è stata introdotta la presenza delle figure di supporto e sono stati approfonditi alcuni strumenti centrali per la vita comunitaria, come il patto di accoglienza, la co-costruzione di un percorso individuale per il superamento delle criticità e il regolamento dell’accoglienza, redatto in modo partecipato insieme agli stessi accolti.
Un secondo importante asse del piano di comunicazione ha riguardato l’apertura degli spazi della Casa Regina della Pace alla cittadinanza e alla rete territoriale. In questo ambito sono stati organizzati eventi come pranzi comunitari e giornate conviviali, appositamente pensati per coinvolgere attivamente la popolazione locale, gli amici della Fondazione e i volontari. In queste occasioni è stato possibile presentare il progetto, illustrare le sue attività quotidiane, come ad esempio l’orto, il forno a legna per la panificazione e gli spazi residenziali, e promuovere nuove relazioni sociali. Inoltre, è stata prestata particolare attenzione alla partecipazione di bambini e famiglie, attraverso attività in natura, pensate per favorire un coinvolgimento intergenerazionale e informale.
Il piano di comunicazione ha previsto anche la realizzazione di soggiorni residenziali rivolti a realtà esterne, con particolare riferimento ai gruppi giovanili, alcuni dei quali provenienti anche da altre regioni italiane. Durante il periodo estivo del 2024, la Casa Regina della Pace ha accolto due campi scout di più giorni. In queste esperienze, i ragazzi hanno potuto condividere la vita comunitaria con gli accolti, partecipare attivamente ad attività quotidiane, momenti di lavoro condiviso, musica, giochi e pranzi comunitari. Inoltre, sono state organizzate due esperienze residenziali per gruppi giovanili parrocchiali, che hanno soggiornato presso la struttura e vissuto insieme agli ospiti la quotidianità. Queste esperienze hanno permesso la nascita di nuove conoscenze e la promozione, tra i giovani, delle attività di volontariato, contribuendo all’ampliamento della rete sociale e alla maggiore visibilità territoriale del progetto.
Sono stati inoltre realizzati specifici incontri presso la sede della Fondazione, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, con l’obiettivo di sostenere e promuovere percorsi individuali di presa in carico condivisa. Tra questi, si segnala l’avvio di un tirocinio lavorativo per uno degli ospiti, supportato dai servizi sociali, così come interventi mirati alla cura della salute per un nucleo familiare straniero accolto.
Infine, il piano di comunicazione si è avvalso anche di strumenti digitali. In particolare, è stato utilizzato il sito ufficiale della Fondazione per condividere informazioni relative al progetto. È in corso la pubblicazione degli esiti del progetto “Le radici di casa” e si sta pianificando un’attività continuativa di aggiornamento e cura del sito, attraverso l’inserimento di una figura dedicata a questa funzione. Questo rappresenta uno dei miglioramenti emersi durante il progetto, evidenziando la necessità e l’intento della Fondazione di offrire una sempre maggiore visibilità alle iniziative promosse, anche attraverso il web. Il sito della Fondazione è consultabile all’indirizzo: https://www.fcrp.it.
Sviluppi futuri
L’Ufficio Progetti continuerà ad essere attivo dopo la conclusione del progetto. L’obiettivo è garantire continuità alle attività di crowdfunding, fundraising e ampliamento della sfera progettuale, in modo da rafforzare la sostenibilità futura, sia sul piano economico che sul piano della crescita di competenze e know-how in ambito sociale, per promuovere ulteriormente le attività dell’ente e il loro sviluppo.
